Mani in pasta e cuori pieni. Un pomeriggio di gioia a Lentini
Vi è un tipo di felicità che non si può spiegare a parole, ma si riconosce subito. Ha il profumo della farina nell’aria, il suono delle risate condivise e la semplicità di gesti antichi che tornano a vivere tra le mani.
Così è stato il pomeriggio di martedì 21 aprile, vissuto nella chiesa di Lentini con i Ministeri Femminili. L’incontro ha trasformato uno spazio familiare in un piccolo laboratorio di vita, relazione e bellezza.
Fin dall’inizio si respirava un’atmosfera diversa dal solito. Non un evento formale, ma un invito a vivere insieme qualcosa di autentico. L’idea che ha guidato tutto l’incontro era semplice e potente: la felicità spesso nasce dalle cose più umili, come una spianatoia, un impasto e delle mani che lavorano insieme.
E infatti, tra sorrisi e curiosità , ci si è ritrovate subito immerse in un’esperienza concreta, dove ognuna poteva partecipare, provare, sporcarsi le mani senza paura. La farina non era solo un ingrediente, era quasi un linguaggio comune, un modo per abbattere le distanze, creare legami, riscoprire il valore del fare insieme.
Mentre la pasta prendeva forma sotto i gesti pazienti e imperfetti di ciascuna, si percepiva qualcosa di più profondo: la bellezza del tempo condiviso. Non vi era fretta né competizione, solo presenza. E in quella semplicità si è fatta strada una gioia autentica che non ha bisogno di grandi spiegazioni.
Il pomeriggio è diventato così anche un’occasione per riflettere, senza pesantezza, sul valore dei piccoli gesti quotidiani. Come la pasta che richiede cura, tempo e attenzione per diventare qualcosa di buono, così anche la vita cresce attraverso la pazienza, la gratitudine e la capacità di coltivare ciò che sembra semplice ma è essenziale.
Tra una risata e l’altra, tra mani infarinate e chiacchiere spontanee, è emerso un senso profondo di comunità . Non solo un gruppo di persone, ma donne che si incontrano, si ascoltano e si sostengono, riscoprendo il piacere di stare insieme senza maschere.
Uno dei momenti più belli è stato proprio quello finale. Ciascuna è tornata a casa con la pasta fatta con le proprie mani. Un gesto semplice ma carico di significato. E insieme a questo alimento, abbiamo portato via anche un’esperienza, un ricordo, una piccola testimonianza concreta di ciò che si può creare quando si condivide tempo e cuore.
Molte hanno lasciato la sala con il sorriso, come chi ha vissuto qualcosa di raro nella sua semplicità . Qualcosa che non si compra e non si programma facilmente: la gioia di sentirsi parte di una storia comune.
La vera ricchezza non è nelle cose straordinarie, ma nei momenti ordinari vissuti con amore. Questo ci ha lasciato il pomeriggio vissuto insieme a Lentini, una certezza silenziosa eppure forte. E forse è stato proprio lì, tra una manciata di farina e un impasto condiviso, che la felicità ha mostrato il suo volto più vero.

Abigaela Trofin