Si parla di te a Sesto San Giovanni
Sabato 19 luglio, nella chiesa di Sesto San Giovanni si è tenuto il primo incontro di Campo dei Ministeri Femminili. Hanno partecipato diverse donne da varie comunità avventiste del nord, insieme con i mariti che le hanno accompagnate. La giornata era calda ed è stato molto gradito il gadget ricevuto per l’occasione: un ventaglio.
Nostre ospiti sono state la responsabile nazionale del Dipartimento dei Ministeri Femminili (MF), past. Abigaela Trofin, e la referente dei MF per il nord, Monica Carrozzi, della chiesa di Novara. Con i saluti del past. Eugen Havresciuc, abbiamo dato inizio a questo incontro speciale sul tema “Si parla di te”.
Ha distinto l’incontro l’immagine di una donna in preghiera, fatta con il cartoncino, per indicare che in ogni casa può esserci una donna che prega, una mamma, una moglie, una nonna, ecc.
Profondo e toccante è stato il contributo di alcune donne che hanno condiviso la loro esperienza e hanno così sollecitato altre sorelle nella fede a raccontare momenti importanti della loro vita, in un clima di comprensione, preghiera, sentimenti e qualche lacrima. È stato un sabato ricco di musica, grazie ad Amos Lo Iacono e ad altri. I workshop mattutini e pomeridiani ci hanno permesso di conoscerci meglio, di pregare le une per le altre.
Il messaggio della past. Trofin ha toccato il cuore di ognuna di noi. Ha parlato della risurrezione della figlia di Iairo nel Vangelo di Marco e poi della sua esperienza di donna e di mamma che prega per il proprio figlio, in ginocchio davanti a Dio, chiedendo compassione. E il Signore ha esaudito la sua preghiera nel momento più vulnerabile della sua vita. Anche a noi il Signore rivolge il suo invito: “Talita cum!” (Marco 5:41). Alzati, vivi la tua fede e la tua speranza a piene mani.
Le parole Talita cum risuonano ancora oggi con grande forza e possono essere attualizzate in diversi modi.
1. Risurrezione e rinascita. Il significato più ovvio è la speranza di una rinascita. Questo non si riferisce solo a una risurrezione fisica dopo la morte, ma anche a una rinascita spirituale o esistenziale. Quante volte ci sentiamo “morti” dentro, oppresse dalla tristezza, dalla disperazione o da un senso di fallimento? La frase di Gesù può essere vista come un invito a rialzarsi, a uscire dalla nostra “morte” interiore, a trovare il coraggio di ricominciare. È un messaggio di speranza che ci spinge a non arrenderci, a credere che un nuovo inizio sia sempre possibile.
2. Riconoscimento della dignità. Nel contesto del Vangelo di Marco, Gesù si rivolge a una fanciulla, spesso considerata di minor importanza nella società di allora. La sua azione non solo la riporta in vita, ma le restituisce dignità, valore e un futuro. Oggi, Talita cum può essere un monito a riconoscere e a difendere la dignità di ogni persona, soprattutto di quelle più vulnerabili, marginalizzate o considerate “invisibili”. È un appello a non dimenticare nessuno e a trattare ogni essere umano con rispetto e amore.
La nostra giornata è terminata con una merenda, tanti abbracci e un arrivederci al secondo incontro. Fino ad allora, “Il Signor con noi dimori”.




Tiziana Frezzotti e Abigaela Trofin