Incontro dei Ministeri Femminili al Congresso spirituale della Sicilia
Oltre la paura, donne che costruiscono.
Vi è un momento in cui le parole smettono di essere semplici suoni e diventano vita. È ciò che abbiamo vissuto durante l’incontro dei Ministeri Femminili (MF) lo scorso 25 aprile. L’evento si è svolto nell’ambito del Congresso spirituale del Campo Siciliano, presso il Park Hotel Paradiso di Piazza Armerina (EN). A guidarci con sensibilità e visione sono state la past. Abigaela Trofin ed Eliana Di Marco, rispettivamente responsabile nazionale e referente regionale dei MF.
Il tema, “Oltre la paura: donne che costruiscono”, ha toccato corde profonde del nostro cuore. In un tempo segnato da incertezze, pressioni e fragilità interiori, è emersa con forza una verità: la paura spesso blocca, ma non definisce chi siamo. Paura di non essere abbastanza, paura per il futuro dei figli, paura del giudizio. Eppure, proprio lì, Dio continua a chiamare.
Gruppi di sostegno
Il percorso si è aperto con una riflessione sincera e attuale, che ha dato voce a ciò che molte donne vivono in silenzio. Non è stato un semplice incontro, ma una visione: la nascita di “Gruppi di sostegno”, pensati come vere cellule di vita per la chiesa e per il territorio; luoghi dove fede e quotidianità si incontrano.
La Scrittura ha tracciato la direzione con forza e chiarezza. Sono state evidenziate parole capaci di dichiarare guerra alla paura: “Non temere, perché io sono con te…” (Isaia 41:10); “Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza…” (2Timoteo 1:7); “Forza e decoro sono il suo vestito e se la ride dell’avvenire” (Proverbi 31:25 – CEI).
Versetti che consolano e risvegliano, restituendo identità e coraggio.
Il filo della sorellanza
Uno dei momenti più intensi è stato “Il filo della sorellanza”. Ogni donna ha ricevuto un nastro su cui scrivere una paura da consegnare a Dio. Poi, i nastri sono stati annodati insieme, intrecciati e trasformati. Così, ciò che era limite è diventato legame; ciò che era peso è diventato forza condivisa. In quel gesto semplice si è resa visibile una verità profonda: nessuna è sola.
Ogni nastro, preso singolarmente, mostra tutta la fragilità e la solitudine di una donna che si presenta davanti al Signore portandogli le sue paure. Ma Gesù le fa vedere che non è sola, qualcuno cammina con lei in questa strada, ha vicino altre donne che la rendono più forte.
Come il fragile nastrino diventa un gomitolo forte quando è annodato e intrecciato con gli altri, così siamo noi nelle mani del Signore: da sole siamo piene di paure, con Lui e vicino ad altre donne diventiamo forti. Ed è proprio quello che dice il nostro versetto chiave: “Dio, infatti, ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, di amore e di autocontrollo” (2Timoteo 1:7).
Subito dopo, “Il tavolo della missione e del profumo” ha aperto lo sguardo verso l’esterno. I piccoli sacchetti profumati, dedicati a persone care o bisognose, hanno ricordato che la fede non resta chiusa, si diffonde, raggiunge, consola. Come un profumo che attraversa gli spazi invisibili, così la preghiera si fa presenza viva nel mondo.
Tre esperienze
Un altro momento speciale è stata la testimonianza di tre donne di etnie e percorsi diversi, che hanno condiviso storie di grande forza e capacità di agire. Nonostante il loro passato, hanno trovato la forza di ricostruirsi, spesso dopo aver superato profonde paure, inganni o silenzi. Con resilienza quotidiana, sorridono alla vita nonostante le difficoltà, si rialzano da sole e scelgono di non arrendersi. Sono costruttrici di relazioni, sanno ascoltare, dedicano tempo e scelgono di restare, nonostante le paure.
Il coraggio di queste tre donne risiede nel non permettere che la paura le paralizzi, ma la trasformano in un’energia costruttiva. Nonostante le avversità hanno superato la paura e hanno deciso di portare altre donne, attraverso la loro testimonianza, vicino a Gesù.
Verso la conclusione
Il momento finale ha segnato un passaggio concreto: la nascita dei gruppi. Non un’idea astratta, ma una scelta pratica. Donne unite per quartiere, età, affinità, pronte a camminare insieme nella preghiera, nel sostegno reciproco e nella missione.
La preghiera corale ha suggellato tutto con una dichiarazione semplice e potente: “Siamo donne di fede. La paura non ha potere su di noi”.
A rendere ancora più significativo l’incontro è stata l’atmosfera curata nei dettagli. L’angolo del tè, con tisane profumate e fiori freschi, ha accolto ogni partecipante, creando uno spazio caldo, familiare, autentico. Perché anche l’accoglienza è ministero, e spesso è il primo passo per sciogliere le paure.
Questo incontro è stato un inizio, un seme piantato nel cuore delle donne, un invito a costruire, insieme, oltre ogni paura. E forse la cosa più bella è questa: quando una donna trova il coraggio, non cambia solo la propria vita… cambia anche il mondo intorno a lei.
Silvana Dala