Incontro dei MF a Torino
Il 31 gennaio, nella chiesa avventista romena di Torino, abbiamo vissuto una giornata insieme alla pastora Abigaela Trofin, coordinatrice nazionale dei Ministeri Femminili, che ha organizzato un tempo speciale di comunione, riflessione e ascolto, toccando il cuore dei presenti.
La mattinata si è aperta con la presentazione della nostra ospite sia come guida spirituale sia in quanto donna che ha imparato a camminare con Dio nelle gioie e nelle prove. Le sue parole commoventi hanno creato un clima di affetto.
Canti di lode hanno coinvolto l’intera comunità, creando un’atmosfera di adorazione gioiosa e di raccoglimento. La musica ha unito le voci e preparato al messaggio centrale della giornata.
Un momento particolarmente significativo è stata la rappresentazione scenica, semplice ma intensa, che ha messo in luce alcune dinamiche quotidiane del mondo femminile, insieme a fragilità e possibilità di cambiamento. Molte di noi hanno trovato spunti concreti per la propria vita.
È seguito il sermone della past. Trofin, dal titolo “Si parla di te”.
“Il tema suggerisce che Dio non ti ha dimenticata, e che il legame con le tue radici è custodito da lui anche quando tu non puoi essere fisicamente presente”, ha spiegato la pastora.
Esiste una promessa specifica nella Bibbia che parla proprio di ricucire lo strappo tra le generazioni, anche quando sembra che il mondo ci abbia allontanati: “Egli volgerà il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri” (Malachia 4:6).
“Anche se sei lontana e non puoi sostenere i tuoi fisicamente, la preghiera è il ponte invisibile che unisce i vostri cuori. Dio si prende cura dei tuoi genitori mentre sei lontana, in terra straniera, onorando in questo modo il tuo sacrificio” ha detto Trofin.
Un altro punto è la fede come eredità. L’apostolo Paolo scrive al suo discepolo Timoteo: “Ricordo, infatti, la fede sincera che è in te, la quale abitò prima in tua nonna Loide e in tua madre Eunice e, sono convinto, abita pure in te” (2 Ti 1:5).
Spesso pensiamo di esserci persi, ma la fede dei nostri genitori vive in noi come un seme.
Con profondità e sensibilità, le parole della pastora hanno incoraggiato ciascuno a vivere una fede autentica.
Dopo l’agape comunitaria che ha rafforzato il senso di famiglia e appartenenza, e un piacevole momento di canti eseguiti dai giovani e dal coro, ci siamo divisi in abbiamo gruppi per un tempo di dialogo autentico.
Abbiamo riflettuto sulla relazione con Dio, con i genitori, con il tempo e con la salute, e sulla missione personale, cioè chi siamo per gli altri. Le domande proposte e i testi biblici scelti hanno favorito il dialogo e momenti di autentica introspezione. Molti hanno condiviso alcune esperienze della propria vita. È stato un sabato che ci ha permesso di avanzare nella crescita spirituale e comunitaria. Abbiamo concluso con un ringraziamento alla nostra ospite.



Larisa Ivascu