Dio faccio spazio. Viaggio nel diario di preghiera al FPE 2026

Il 24 e 25 ottobre, in occasione del Forum Permanente per l’Evangelizzazione (FPE), ho avuto la gioia di guidare un laboratorio che mi sta particolarmente a cuore. Intitolato “Dio, faccio spazio. Scrivere per imparate ad ascoltare”, era dedicato al diario di preghiera.
Questo strumento affonda le radici nella mia storia personale. Fin da piccola, grazie ai preziosi consigli della mia mamma, ho imparato a custodire la mia vita tra le pagine di un diario. Non solo un quaderno dove annotare le cose importanti e piacevoli, ma un vero e proprio rifugio per le richieste di preghiera, le date in cui Dio ha risposto e i canti che hanno segnato ogni grande gioia o profonda perdita. Per me, il diario è sempre stato il testimone fedele del cammino con il Signore.
Durante il seminario, veder prendere vita questo percorso è stato emozionante. Ogni partecipante ha ricevuto il proprio diario, ha varcato la soglia di questa bellissima pratica e mosso i primi passi nello scrivere alla presenza di Dio.
Un momento particolarmente intenso è stato il lavoro in coppia. I partecipanti si sono confrontati apertamente su come scegliere di piantare oggi i semi per il futuro, riflettendo sul valore delle proprie scelte alla luce della fede.

L’energia e la profondità di questo dialogo si sono poi riversate sui cartelloni che avevamo preparato nella sala. Su di essi vi era spazio per tutto: un’esplosione di riconoscenza, un “perché?”, un invito aperto, oppure il coraggio di chiedere una spiegazione a Dio o agli altri, senza filtri.
Alla fine, decine di post-it colorati tappezzavano i cartelloni. Leggerli è stato come sfogliare il cuore collettivo di un gruppo che ha voglia di mettersi in gioco, di fare domande e, soprattutto, di essere pienamente coinvolto nel piano di Dio.
È stato un percorso bellissimo, intenso, che ha lasciato il segno in ognuno di noi. La prova tangibile che, quando ci fermiamo a scrivere e a condividere la nostra storia di fede, il futuro comincia a fiorire.
Abigaela Trofin